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28

May

Высоцкий - Спасите наши души

(Source: youtube.com)

10

May

la casa dei sogni 12

C’era un miliardario armeno e io con lui avevo fatto un’intervista che era finita dentro un documentario intitolato into the core. Lo riguardavamo insieme, io e l’armeno. Poi andavo in camera mia, dai miei genitori e ci trovavo una ragazzina spaventata. Qualcosa non quadrava. In particolare c’era un elicottero della polizia che volava troppo basso, troppo vicino alla mia finestra. Dicevo alla ragazza: stai attenta! e intanto chiudevo il lucernario della mia stanza. L’avevo appena chiuso che dall’elicottero calavano due droni e sfondavano il tetto. Era chiaro che venivano per uccidermi per la faccenda dell’armeno! Sapevo troppo? Comunque proprio mentre mi lanciavo alla fuga, mi sono svegliato

09

May

La casa dei sogni 11

Stanotte ho sognato gli zombie. Era un sogno che avevo già fatto, per cui sapevo perfettamente come muovermi. Suggerivo immediatamente di chiudere le finestre e calare le tendine per evitare che la luce si vedesse dal di fuori. Seguiva una lunga fase di fuga attraverso le rovine della mia scuola elementare. Cercavo una porta nota solo a me dalla quale fosse possibile uscire inosservati. Dovevamo infatti raggiungere un varco intertemporale. Noi eravamo io, S. e la sua coinquilina I. Solo che la porta non c’era, dovevo essermi sbagliato. E anzi ci accorgevamo che quella che sembrava un’ala chiusa e dimenticata dell’edificio era in realtà aperta sull’esterno. Allora uscivamo allo scoperto e ci mettevamo a correre per un pratino all’inglese. Si univano a noi altri che conoscevo e perfino degli zombie, in questa corsa gioiosa.

Di fronte a noi si apriva una galleria ferroviaria che pareva ricavata in un plastico. Si capiva che gli zombie non sarebbero dovuti entrare là dentro, perché quello era il luogo dove stava la piattaforma a levitazione magnetica che ci avrebbe condotti in salvo. Però contrariamente alle nostre aspettative, gli zombie non morivano appena entrati nella galleria, e le pistole erano inefficaci, così non restava che imbarcarsi tutti sulla piattaforma, inclusi due zombie. Fra me e me, mi dicevo: la salvezza è per tutti, non lascia indietro nessuno.

Sulla piattaforma eravamo tutti contenti e una ragazza giovane e bella di nome Marilù mi veniva incontro a farmi le feste. Ero tutto lusingato di piacerle e ci sbaciucchiavamo. Si avvicinava anche S., con faccia gelosa, ma io invitavo anche lei a sbaciucchiarci ed eravamo allegri in tre

28

Apr

La casa dei sogni 10

Ero alla direzione nazionale del PD. A un certo punto mi vedeva Bersani e veniva ad informarsi di certi miei amici: li vedevo ancora? Gli rispondevo che avevano fatto un coro e si esibivano alle feste. Dopo un po’ vedevo che sullo schermo della direzione nazionale compariva proprio l’annuncio che avrebbero cantato i miei amici, lo 1830’s Industrial Revolution Choir. MI guardavo intorno, ma non li vedevo. Allora capivo che Bersani aveva pensato che io fossi lì coi miei amici e che ci avrebbe fatto piacere di cantare. Cercavo di dissipare l’equivoco, precisando che io non facevo parte del coro e che non c’era nessuno dei cantanti. Nel frattempo però si alzava Franceschini e si metteva a gridare: “è illegale, è illegale! non si può mettere il coro in programma se il programma non è stato vistato!”.  Stupito, gli chiedevo cosa intendesse: voleva forse dire che per mettere un punto in programma bisognava che il nuovo programma fosse stampato, firmato e poi di nuovo digitalizzato? Franceschini mi confermava che era proprio così. Il programma doveva essere firmato e autenticato, un documento digitale non andava bene. Accorreva allora la Bindi, col cappotto sopra una camicia da notte, saltellando su un piede solo mentre cercava di infilarsi le scarpe, a dichiarare che l’introduzione dello stacco musicale nel programma era illeggittima e nulla. E io pensavo: Un partito che per non far cantare un coro che non c’è invoca questioni di legittimità è proprio il segno della paralisi italiana.

27

Apr

La casa dei sogni 9

Ero direttore di una Asl. Fra i mezzi in dotazione all’azienda c’era una moto suzuki 250cc. Poco prima che chiudessimo per il ponte, mi rendevo conto che la moto era stata parcheggiata in un posto insolito e la facevo spostare e poimi appostavo per teneral d’occhio. Poco prima della definitiva chiusura del garage dell’Azienda, alla moto si avvicinava un tizio colla faccia da romano (cioè la combinazione di Antonello Venditti e Manlio Cerroni). Il tale prendeva le chiavi da un sportello, montava i moto e usciva. Evidentemente questo tizio pensava di approfittare della moto di servizio durante i giorni del ponte! Furioso chiamavo il responsabile dei mezzi dell’Azienda, ma non rispondeva. Si capiva che era proprio lui il tizio con la faccia da romano!

21

Apr

auspiciousplatypus:

An illustration from the massive late 19th century tome entitled Magic: Stage Illusions and Scientific Diversions, including Trick Photography.Via Public Domain Review.

Anche questa farà nascere l’esperance aussitot que les soupirs?

auspiciousplatypus:

An illustration from the massive late 19th century tome entitled Magic: Stage Illusions and Scientific Diversions, including Trick Photography.

Via Public Domain Review.

Anche questa farà nascere l’esperance aussitot que les soupirs?

La tranquille indifférence n’a que d’ennuyeux plaisirs,
mais que biens l’amour dispence pour prix des premiers soupirs!
Il fait naitre l’esperance, aussitot que les désirs
Hippolyte et Aricie

16

Apr

BASTA INTERNET, SIAMO SERI

BASTA INTERNET, SIAMO SERI

L’Amour, comme Neptune,
Invite à s’embarquer ;
Pour tenter la fortune,
On ose tout risquer.

Malgré tant de naufrages,
Tous les cœurs sont matelots ;
On quitte le repos :
On vole sur les flots ;
On affronte les orages ;
L’Amour ne dort
Que dans le port.

Hyppolite et Aricie

12

Apr

La carestia del 1764 a Napoli:
Il comandante Giuseppe Martino
Fu comandato dal nostro sovrano
Colli sciabecchi di fare camino,
Se far potesse provista di grano:
Steva al canale di Reggio vicino
E diversi incapparo alla sua mano,
Ed invece di cercar corsari
Pigliava grano e robba da mangiari
(Giacomo Campagna, Storia nuovamente composta…)

La carestia del 1764 a Napoli:

Il comandante Giuseppe Martino

Fu comandato dal nostro sovrano

Colli sciabecchi di fare camino,

Se far potesse provista di grano:

Steva al canale di Reggio vicino

E diversi incapparo alla sua mano,

Ed invece di cercar corsari

Pigliava grano e robba da mangiari

(Giacomo Campagna, Storia nuovamente composta…)