2nd
Go Palombaro Go
Foelix qui potuit Rerum cognoscere causas
Atque metus omnes et inexorabile Fatum
Subjecit pedibus strepitumque Acheronits avari
Felice colui che potè delle cose conoscer la causa
E ogni timor e il Fato insorabile
Spezzò sotto i piedi, e lo strepito dell’avido Acheronte
Or il faut che tu t’assures
Que ceux qui ont mords sont remords
D’une si profonde morsure
Que s’ils sont plus mords ils sont morts
Or bisogna t’assicuri
che color ch’han morso sian rimorsi
di morsi sì duri
che s’eran più morsi erano morti
Attorno al 1907, secondo Enrico Presutti, delegato tecnico della cosiddetta inchiesta Faina, un contadino salentino mangiava in media un kilo-un kilo e mezzo di pane al giorno, zuppa di erbe o di legumi a cena e a colazione, carne una volta l’anno (per lo più di pollo o coniglio). Nella zona del capo di leuca si aggiungeva frequentemente il pesce. D’estate la razione di pane si riduceva perché maturavano i fichi e si poteva mangiarne quelli di qualità inferiore, quelli che non erano destinati all’esportazione in Austria (dove se ne faceva un liquore).
Ecco. I miei bisavoli mangiavano così. E così, a parte gli eccessi di #fratebatavo, così mangio anch’io. Per crescere sano e forte.